A cura di Almerighi Gioielli Rubati 140: Carmine Mangone – Silvia De Angelis – Felice Serino – Manuela Di Dalmazi – Vito Sorrenti – Sonia Camagni – Nadina Spaggiari – Giancarlo Massai.

Come sempre grazie a Daniela Cerrato per la collaborazione, la rubrica è visibile anche qui: https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ . 28 La morte che non ti farei,il pensiero a perdifiato che ti donerei,il corpo miopieno di corpi tuoi senza fine. – Che farebbe lei, mio caro signore,se fosse stregato da una galassia dagli occhi verdi?Farei ciò che faccio:accarezzare […]

Gioielli Rubati 140: Carmine Mangone – Silvia De Angelis – Felice Serino – Manuela Di Dalmazi – Vito Sorrenti – Sonia Camagni – Nadina Spaggiari – Giancarlo Massai.

“Ho raggiunto la tua bocca”

Ho raggiunto la tua bocca
con la mia
come fosse
fontana nel deserto,
da tenere chiusa,
per non sprecare
nemmeno una goccia d’amore.

“I reached your mouth”

I reached your mouth
with mine
as it was
fountain in the desert,
to keep closed,
not to waste
not even a drop of love.

©Manuela Di Dalmazi

Carta Carbone a cura di Filippo Fenara: “Un Raggio Di Pace” Manuela Di Dalmazi

Avrei voluto mettere questa lucorea e strutturalmente simmetrica pietra preziosa di Manuela Di Dalmazi nell’articolo in cui ho abbinato links di poesie alle canzoni del pianista Eric Reed (che ringrazio per il gradito feedback su Instagram), ma “Un Raggio Di Pace” si è temporaneamente congedata dai miei pensieri per poi rispuntare successivamente in un deja […]

Carta Carbone: “Un Raggio Di Pace” di Manuela Di Dalmazi

Sarai Pasqua

Tu uomo
sei fatto di Spirito
la morte non ha
nessun demerito
perché esiste un amore
più forte della morte
non un amore
che impedisca la morte.

La tua sofferenza
è in grado di permearla
di santificarla
perché c’è un fondo
ancora più profondo
che ti unisce al divino.

Chinati per accudire un fiore
che ha il volto
di chi ha sete di bere
fame di fiorire
e mani vuote ferite
da un vuoto d’amore.

E lì che toccherai il risorto
e lì che la morte è vita,
ritorno.

Perché Tu uomo
sarai ciò che sei,
perché tu uomo
sei ciò che sarai.

© Manuela Di Dalmazi

“You will be Easter”

You man
you are made of Spirit
death has no
no demerit
because there is a love
stronger than death
not a love
that prevents death.

Your suffering
is able to permeate it
to sanctify it
because there is a fund
even deeper
that unites you to the divine.

Bend down to care for a flower
who has the face
of those who are thirsty to drink
hunger to bloom
and empty wounded hands
from an emptiness of love.

It is there that you will touch the risen one
and where death is life,
return.

Why You man
you will be what you are
because you man
you are what you will be.

Un raggio di pace

D’un fiato l’anima
tra lame del male
serrò il suo cuore
la sua ferita,
ma in un approdo di luce
cucita da un raggio di pace
tornò a risplendere
la sua cicatrice.

© Manuela Di Dalmazi

“A ray of peace”

In one breath the soul
between blades of evil
his heart tightened
his wound,
but in a landing place of light
sewn by a ray of peace
returned to shine
his scar.

La situazione della vita non è la vita

La mente si dà nel tempo
La situazione della vita
non è la vita
Ne ascolto il silenzio dietro il frastuono,
sorrido […]

(Da Germoglia l’anima deserta)

© Manuela Di Dalmazi

“The situation of life is not life”

The mind gives itself over time
The situation of life
it is not life
I listen to the silence behind the din,
I smile […]

La natura è amore

La natura è amore

Mi ridesto nella natura
affinchè lo spirito
possa manifestarsi in un brivido
d’eternità.
Anche solo per un attimo.

Nature is love

I wake up in nature
for the spirit
can manifest itself in a shiver
of eternity.
Even just for a moment.

© Manuela Di Dalmazi

Di notte

Io
di notte
non ho pace
e ora che ci penso
nemmeno di giorno
ho pace.
Ma la notte
accadono
cose misteriose…
La penna
s’impenna
s’impossessa
del mio corpo
avviene quasi una rissa
vessa l’anima
crocefissa col sangue
dell’inchiostro,
m’inchioda e
m’inchiostra
ogni ferita maldestra
s’inloda e
mi schioda.
Scarabocchia.
Macchia.
Mai cancella.
Mai si scusa.

Sui fogli
buchi d’ombre e
silenziose lacrime
tra un rigo un rivo
sollevo lo spirito
con ciò che puntualmente
non scrivo.

Ma il verso, è vivo.

© Manuela Di Dalmazi

“At night”

I
at night
I have no peace
and now that I think about it
not even during the day
I have peace.
But the night
happen
mysterious things …
The pen
rears black
takes possession
of my body
almost a fight happens
vexes the soul
crucified in blood
ink,
nails me and
inks me
any clumsy wound
s’inloda e
undoes me.
Scribble.
Stain.
Never erase.
Never apologizes.

On the sheets
holes of shadows e
silent tears
between a line a stream
I lift the spirit
with what punctually
I do not write.

But the verse is alive.

Carta Carbone,a cura di Filippo Fenara: “Sei Padre” Manuela Di Dalmazi

A causa di nefaste esperienze pregresse, prima di conoscere virtualmente la poesia e lo spirito di Manuela Di Dalmazi, ero bloccato da un fastidioso risentimento (assolutamente non violento ed autoemarginante) verso il genere femminile in toto. Galeotto fu il blog che mi fece conoscere lei ed alcune altre Donne che, attraverso la sincerità, l’integrità, il […]

Carta Carbone: “Sei Padre” di Manuela Di Dalmazi

Sei padre

Uomo,
questa forza
che chiami calma
è estasi del cuore,
riposo delle membra
quando poggi lo sguardo
sulle labbra
di un’alba che fai donna,
quando nello sbadiglio della sera culli tuo figlio,
dentro il silenzio di una pietra
umile come le tue mani
nella fatica del giorno,
in attesa che il tuo sorriso
parli d’amore
ovunque

perché sei padre.

© Manuela Di Dalmazi

You are a father

Man,
this force
what you call calm
is ecstasy of the heart,
rest of the limbs
when you look down
on the lips
of a dawn that you make a woman
in an evening yawn
of your child
inside the silence of a stone,
humble as your hands
in the fatigue of the day,
waiting for your smile
you speak of love
everywhere

because you are a father.

16 Marzo 2021

In questo sopravvivere

i sogni dell’essere

sono albe a resistere

tra giorni

di soleggiata moritura.

Illusi d’esistere.

© Manuela Di Dalmazi

March 16, 2021

In this survive
the dreams of being
are dawns to resist
in days
of sunny dying.

Deluded to exist.

L’ANGOLO DEL SESSO

By manuela Di Dalmazi Link Blog La tentazione sempre lama di coltello taglia l’anello giuntura tra il bene e il male. L’ancora della passione spezza le ossa perfino con un abbraccio. Catenaccio lo slaccio svolto l’angolo del sesso l’amore è poco più là.

L’ANGOLO DEL SESSO

Salvezza

Col tempo
il bisogno di riprendere fiato
invoca quel vuoto
dove batte sottovoce
la poesia.

Un latrato di quiete.

Col tempo
impariamo a defilarci,
come tramonti tra scorci.

Nel viatico della luce.

Col tempo
impariamo a prendere
le distanze,
eleganti latitanze
tra i boschi della mente.

Non è presunzione,
è salvezza
un’ancòra di carezza,
nutre la forza.

È nel silenzio dell’esodo
s’incarna un nuovo approdo.

© Manuela Di Dalmazi

“Salvation”

Over time
the need to catch your breath
invokes that emptiness
where it beats softly
poetry.

A bark of quiet.

Over time
learn to slip away,
like sunsets between glimpses.

In the viaticum of light.

Over time
we learn to take
distances,
elegant fugitives
in the woods of the mind.

It is not presumption,
it is salvation
a caress anchor,

nourishes strength.



It is in the silence of the exodus
a new landing is embodied.

Carta Carbone a cura di Filippo Fenara: “Questa Femmina” Manuela Di Dalmazi

“Questa Femmina” di Manuela Di Dalmazi mette in campo tutta la trasgressiva ma politicamente corretta (per un soffio) femminilità del suo essere donna. Tra questi versi inebrianti c’è tutto: la seduzione, l’emancipazione, il vanto, la tradizione, la sensualità, lo scherzo che rivela, la verità che soggioga, gli occhi profondi, l’anima sfuggente. Pubblicata originariamente l’otto Marzo, è un […]

Carta Carbone: “Questa Femmina” di Manuela Di Dalmazi

Ossi, reflussi e scassi: “Lo chiami amore”

Ci crediamo sempre
che sia amore
un amore
eterno
la persona
giusta e
basta
con lei chiudo
tutto
trombamiche
chiaviche
ex fidanzate
nevrotiche
corteggiatrici
balalaiche
fiche fobiche.
Passa un pò
di tempo e
puntualmente
l’incanto si rompe
scendi dalle rampe
della passione e
ti rimetti in piazza
come un cane
di panza
scodinzoli a una cozza
lei ci sa fare e
ti pare una gnocca
ti scioglie la corazza
t’accarezza e
impazza la piccozza
drizza, danza
fino a riempirla
di pienezza …
È incinta!?!

Dai mó mettici una pezza!

(Prima o poi
arriva sempre
chi ti spezza le ossa
e pure la finanza.)

E tu lo chiami amore.

© Manuela Di Dalmazi

“You call it love”

We always believe in it
that it is love
a love
eternal
the person
right and
that’s enough
with her I close
all
thrombamics
sewers
ex boyfriend
neurotic
suitors
balalaics
phobic cunts.
A little while
of time and
punctually
the spell breaks
get off the ramps
of passion and
you put yourself back in the square
like a dog
of belly
wagging the tail of a mussel
she can do it e
you think a hottie
it loosens your armor
caresses you and
the ice ax goes crazy
halyard, dance
until it is full
fullness …
Is pregnant!?!

Come on, put a patch on it!

(Sooner or later
always comes
who breaks your bones
and finance as well.)

And you call it love.

“Questa femmina”

“Questa femmina”

Ogni tanto,
tra un ghigno di vanto
e un pianto
mi torni in mente.

Il tuo sorriso narciso
tutto acceso
il tuo naso greco
sempre proteso
sulle mie rotondità
fiordaliso.

Adoratore!
Sentivi e senti
ancor ora
il mio odore di femmina
persino a distanza,
di femmina che sa osare
dall’accarezzare la mente
a bende, di baci sulla fronte.

Ardente
delirio tra fiumi
corrimani d’effluvi
a precipizio sui peli
tra affondi
rimandi
di bocche in bocca
nell’idillio dell’acca
saliva il mio nome
in una ciocca e
la resa.

È inutile…
Non puoi farci nulla!

Ti piace ancora
questa femmina
che t’infarina
ti mischia
e ti sconquassa
come quando
fa la pasta.

E tu impazzivi, tra queste gesta!

(Da: Vietato l’ingresso ai non addetti all’amore)

© Manuela Di Dalmazi

https://youtu.be/kb-xy-JyOeo

Poem: “This female”

Sometimes,
between a grin of pride
and a cry
you come back to me.

Your narcissus smile
all on
your Greek nose
always reaching out
on my roundness
cornflower.

Worshiper!
Felt and feel
even now
my female smell
even at a distance,
of a female who knows how to dare
from caressing the mind
in bandages, with kisses on the forehead.

Fiery
delirium between rivers
handrails of effluvia
a precipice on the hairs
between lunges
refer
mouths to mouth
in the idyll of the h
my name went up
in a strand e
the surrender.

It’s useless …
You can’t do anything about it!

You still like it
this female
that flours you
mixes you up
and upsets you
come when
makes pasta.

And you went crazy, among these deeds!