Una domenica fredda

Le domeniche fredde

sanno di impasti,

intingoli,

piatti caldi.

Rimpasti di assenze

che scaldano

e sfumano

digeriscono un

pensiero fugace

nel breve tempo del desinare.

“A cold Sunday”
                                                           

Cold Sundays
they taste of dough,
dips,
hot dishes.
Reshuffles of absences
that heat
and fade
digest a
fleeting thought
in the short time of dinner.

© Manuela Di Dalmazi

L’allibratore: “Germoglia L’anima Deserta” di Manuela Di Dalmazi (A cura di Filippo Fenara)

Pronti…partenza…viaaaa!!! Ed eccomi, dopo il varo di ieri della fiammante rubrica “Foto Sintesi”, con un’altra inaugurazione, questa volta di uno spazio chiamato “L’allibratore” dove mi curerò di una “recensione emotiva” di libri di poesia che mi hanno colpito particolarmente, con la riproduzione di alcuni significativi versi e un amichevole, generico commento. Prima di cominciare tengo a […]

L’allibratore: “Germoglia L’anima Deserta” di Manuela Di Dalmazi

Riprendi la valigia

Srotola il fiato e, bacia
lungo i binari della mia schiena
i, lievi spostamenti d’aria
sulla pelle che declina.

Il mio corpo è vecchia ferrovia
destinazioni già percorse
senza ritorno, senza amnistia.
Agonia nell’affondo di un forse.

Troppo tardi! Sei già salito,
stacco il biglietto dell’amore,
affanna l’agire invaghito
l’ambire di un posto nel mio cuore.

Tra effluvi osceni
guardi nel finestrino dei seni
il mio vibrato vissuto
tutto esaurito.

È il lato nord, consacrato all’inverno.

Riprendi la valigia e il treno odierno.

“Take back the suitcase”

Unroll your breath and kiss
along the tracks of my back
i, slight air displacements
on the skin that declines.

My body is old railroad
destinations already traveled
without return, without amnesty,
agony in the lunge of a perhaps.

Too late! You have already gone up,
I detach the love ticket,
it hurts to act in love
the desire for a place in my heart.

Among obscene scents
look in the window of the breasts
my lived vibrato
sold out

It is the north side, dedicated to winter.

Take back your suitcase and today’s train.

© Manuela Di Dalmazi

Acrostico GENNAIO

Gennaio è arrivato, è solo. Eccolo!


Emula il passo felpato dei dei lupi, uhi!


Nella neve ulula a

Nuvole di ghiaccio camoscio, a un bello scorcio.

Imperioso tra le intemperie senza romanticherie

Osserva i pini, i ginepri, gli abeti battere i denti ma senza lanciare accidenti.

 (A gennaio nascono solo i poeti!)

Acrostic JANUARY

January has come, he is alone. There he is!

Emulate the plush step of the wolf gods, uhi!

In the snow it howls at

Clouds of chamois ice, a nice glimpse.

Imperious in the weather without romance

Observe the pines, junipers, firs chattering their teeth but without throwing accidents.

(In January only poets are born!)

© Manuela Di Dalmazi

Zona rossa

Portamia via
da questa zona rossa
sento odore di cenere,
un fuoco alle spalle.

Agonia
questa valle che bolle.

Nel cosmico
al calor bianco
nell’incandescenza siamo luce,
esseri di pace.
Essenze sottovoce.

Il cielo spande
la terra arde
c’è brace,
mi faccio portavoce:

Baciamoci come nettare
di certezze insolubili
come verità dei cieli
legati da una rima solare
d’un amore stellare.

Abbracciamoci oltre mare
oltre terra
oltre guerra
oltre ogni paura
oltre umana cesura

Amiamoci come allunati ragazzi
su terrazzi di pianeti
senza disprezzi
senza schiamazzi,
nè prezzi da pagare.

Amiamoci come vuoti scappati dalla terra

ormai tutta rossa

ormai vaccinata fossa.

Red zone

Take me away
from this red zone
I smell ashes,
a fire behind.

Agony
this valley that boils.

In the cosmic
at white heat
in the incandescence we are light,
the beings of rhythm.
Essences under the heading.

The sky spreads
the earth burns
there is the couple,
I am spokesperson:

Let’s kiss like nectar
of insoluble certainties
as the truth of the heavens
linked by a solar rhyme
of a stellar love.

Let’s embrace over the sea
beyond land
beyond war
beyond all fear
beyond human caesura

Let’s love each other like moonlit boys
on terraces of planets
without contempt
without shouting,
nor prices to pay.

Let us love each other as empty escaped from the earth

now all red

now vaccinated pit.

© Manuela Di Dalmazi

Operazione Buon Natale 11 (dal blog di Almerighi)

Agone ieri riceveva una telefonata dietro l’altra, le agenzie di stampa gli sollecitavano l’oroscopo per l’anno nuovo. Eccolo qua in anteprima: Ariete, anche nell’anno entrante sfonderete le porte senza aprirle. Toro, se son corna fioriranno. Gemelli, siete due carogne, dialogate di più. Cancro, tu sei il male, io sono la cura. Leone, ognuno avrà il […]

Operazione Buon Natale 11